Il nome Montedoro, allude alla ricchezza del territorio dovuta alla presenza di numerose miniere di zolfo, che in Sicilia è appunto pari all’oro. La costituzione dell’attuale centro abitato non affonda le sue radici in tempi molto remoti ma risale al XVII secolo e precisamente all’anno 1636, quando il nobile signore don Diego Aragona Tagliavia Cortez ottenne la “licentia populandi”, per popolare il feudo Balatazza. Successivamente, nel XVIII secolo, l’amministrazione del casale passò nelle mani della famiglia Pignatelli, che regnò fino agli inizi del XIX secolo, ovvero fino al 1812, anno in cui in Sicilia furono aboliti tutti i diritti feudali. Tra le testimonianze storico-architettoniche della cultura dei secoli passati, che costituiscono il suo patrimonio artistico, merita di essere menzionata la chiesa madre, realizzata nel 1644 e restaurata nel corso del XVIII secolo, al cui interno sono custoditi pregevoli dipinti e notevoli opere d’arte come una pala con profilo barocco, un fonte battesimale in marmo e una meravigliosa abside.

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