Castellammare del Golfo, secondo l’opinione quasi unanime degli storici e dei geografi, nasce come Emporio di Egesta (l’odierna Segesta). Il luogo, cioè, dove gli Elimi – popoli discendenti dai Troiani, che si stabilirono sulle spiagge del fiume Crimiso (l’odierno fiume San Bartolomeo), avendo ottenuto dai Sicani parte del loro territorio esercitavano il loro commercio con le navi straniere. Nel 416 a.C. Egesta e il suo Emporio sperimentarono l’ardimentosa bellicosità dei loro eterni nemici, i Selinuntini, quando l’assediarono per mare e per terra, costretti a chiedere aiuto ora agli Ateniesi, ora ai Cartaginesi. E proprio sulle rive del Crimiso fu combattuta una delle più cruente battaglie tra Egestani e Sicilioti. La storia di Castellammare fino alla dominazione araba dell’827 d.C., è la storia di Egesta, perché, come suo Emporio, subì le medesime vicende. Dovendo essere l’Emporio un punto di approdo delle navi, un luogo sicuro per l’esportazione del frumento (destinato a tutti i paesi della Sicilia e dell’Italia meridionale), e nello stesso tempo un punto avanzato nella linea di difesa, doveva avere delle fortificazioni per proteggere il commercio dai pirati e per difendere la città dai nemici. Ebbe molta importanza sotto i Cartaginesi, i quali ne fecero un punto importante per il commercio.

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